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LA PRESSIONE DELL'AIR-BOX IN FUNZIONE DELLA VELOCITA' DELL'ARIA, PROVE AL BANCO [parte I] |
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ARTICOLO
COMPLETO SUL SECONDO NUMERO DELLA DOCUMENTAZIONE TECNICA |
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INDICE DEGLI ARGOMENTI INTRODUZIONE: dove si descrivono gli airbox e la loro importanza nelle prestazioni di moto da competizione; TRATTAZIONE TEORICA DELL'ARGOMENTO: dove si parla della quantità d'aria necessaria all'alimentazione dell'airbox e il legame tra la pressione dell'aria e le prestazioni. Inoltre, vengono trattati gli studi CFD e sul bilancio energetico.
Per esigenze editoriali, data la vastità dell'argomento, è stata riportata in questo volume solo la prima parte dell'articolo. Comunque l'articolo completo (circa 50 pagine) è disponibile a parte, previa specifica richiesta.
Questo articolo tratta della soluzione "airbox", sperimentata in primis nelle competizioni di F1, dove le prime prese d’aria dinamiche si sono viste a partire dagli anni ’70. A partire dal 1999, la Yamaha, ha introdotto, anche nell’ambito della produzione motociclistica di serie, sistemi di aspirazione che prevedono lo sfruttamento della sovrapressione dinamica. Il sistema è costituito da un plenum, appunto l’air-box, alimentato dall’aria che il mezzo attraversa in velocità. Air-box che posizionato sui tromboncini dell’aspirazione rifornisce la respirazione del motore. Per mezzi che adottano questo tipo di alimentazione, durante le prove al banco, si ottengono delle prestazioni sensibilmente inferiori di quelle dichiarate dalla casa costruttrice e ciò è dovuto all’ aria ferma che circonda la moto durante la prova. Data la crescente diffusione di questo tipo di alimentazione nell’ambito sia della produzione di serie, che nel più specifico campo delle moto da gara, ottimizzare questo aspetto del banco diviene di fondamentale ed urgente importanza. Questo studio è appunto indirizzato a rendere il più realistica possibile la prova al banco, accelerativa o frenata che sia, simulando l’aria che in velocità colpisce il mezzo generando così la auspicata sovrapressione. Questo verrà realizzato mediante l’utilizzo di un ventilatore centrifugo avente prevalenza e portata decisamente superiori a quelle di ventilatori già utilizzati sui banchi per generare afflusso d’aria all’impianto di raffreddamento. Andremo a esaminare dal punto di vista teorico le grandezze ed i principi fisici che determinano e governano questo incremento di prestazioni durante la marcia.
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